Sono passati circa 7 anni dalla pubblicazione di
questo articolo su Leadership Medica.
Ancora oggi sono orgoglioso di aver "conquistato" la copertina
di una così prestigiosa rivista.
Ma gli anni passano, cambiano le abitudini e le esigenze delle popolazioni,
si propongono nuovi e diversi problemi, la ricerca scientifica procede,
va avanti.
E così anche questo articolo che ritengo, oggi ancora più
di ieri, valido nella sua parte etica, morale, concettuale, filosofica,
necessita di un aggiornamento scientifico in alcune sue parti ed in particolare
in quella riguardante il trattamento farmacologico, le Linee Guida per
una Sana Alimentazione Italiana, alcuni parametri diagnostici etc
Per quel che riguarda la terapia medica dell'obesità sono state
sviluppati e messi in commercio due nuovi medicinali: l'Orlistat e la
Sibutramina.
Nella tabella 1. vengono messe in evidenza le principali caratteristiche
dei due farmaci.
Tabella 1.
SIBUTRAMINA
AZIONE
Agisce a livello dell’ipotalamo, dove si trova il centro
che regola il comportamento alimentare.
VANTAGGI
Esalta il senso della sazietà e a livello periferico
aumenta in modo lieve il dispendio energetico per incremento della
termogenesi.
SVANTAGGI
Aumenta la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa.
CONTROINDICAZIONI
Nei soggetti cardiopatici, ipertesi e in pazienti che
utilizzano antidepressivi che agiscono sulla serotonina.
ORLISTAT
AZIONE
Agisce bloccando l’azione degli enzimi responsabili
della digestione e dell’assorbimento dei grassi.
VANTAGGI
Riduce del 30% l’assorbimento dei lipidi introdotti
con la dieta che sono eliminati con le feci.
SVANTAGGI
Ha effetti gastrointestinali (steatorrea, flatulenza,
scariche diarroiche); non ha azione centrale pertanto non riduce l’appetito.
CONTROINDICAZIONI
Nei soggetti con malattie gastrointestinali.
Per quel che riguarda le nuove Linee Guida per una Sana
Alimentazione Italiana la revisione risale al 2003. Una commissione di esperti,
della quale mi onoro di aver fatto parte, ha emanato le nuove direttive che
sono passate da 7 della precedente edizione a 10 come riportato nella tabella
2.
Tabella 2.
Linee guida per una sana alimentazione italiana - Istituto Nazionale della Nutrizione
- Confronto tra l’edizione del 1997 e la revisione del 2003.
Edizione 1997 n.
7 direttive
Edizione 2003 n.
10 direttive
Controlla il peso e mantieniti attivo
Controlla il peso e mantieniti sempre attivo
Quanti grassi, quali grassi
Grassi: scegli la qualità
e limita la quantità
Più cereali, legumi, ortaggi e frutta
Più cereali, legumi, ortaggi e frutta
Zuccheri e dolci: come e quanti
Zuccheri e dolci, bevande zuccherate: nei
giusti limiti
Il sale? meglio non eccedere
Il sale? meglio poco
Bevande alcoliche: se sì con moderazione
Bevande alcoliche: se sì, solo in
quantità controllata
Come e perché variare
Varia spesso le tue scelte a tavola
Bevi ogni giorno acqua
in abbondanza
Consigli speciali
per persone speciali
La sicurezza dei cibi
dipende anche da te
Gli approfondimenti
sulle Linee guida per una sana alimentazione italiana, ed in particolare sulle
tre direttive non presenti nella precedente edizione, sono riportate e possono
essere consultate sul sitowww.inran.it
e sul sito www.politicheagricole.it
Ma anche sul piano diagnostico l’indice di massa
corporea e la circonferenza della vita si sono sempre di più affermati come indici
di valutazione di stato di nutrizione e di rischio cardiovascolare.
L’Indice di Massa Corporea (IMC) o Body Mass Index (BMI) si ottiene dividendo
il peso (espresso in Kg) per il quadrato della statura (espressa in metri). I
valori soglia dell’IMC consigliati dall’OMS per definire la condizione di sottopeso,
normopeso, sovrappeso ed obesità dell’adulto, unificati per uomini e donne, sono
i seguenti:
< 18,5
sottopeso
18,5 - 25
normopeso
25 - 30
sovrappeso
> 30
obesità
Anche la misurazione
della circonferenza della vita, che viene effettuata nel
punto intermedio tra l’ultima costa e la cresta iliaca, è un valido parametro
per la diagnosi e la valutazione del rischio connesso all’obesità.
Mi riferisco in particolare alla sindrome metabolica che rappresenta
una complessa alterazione dell’equilibrio del metabolismo dei lipidi e dei carboidrati
e che nel suo insieme espone il soggetto ad un elevato rischio cardiovascolare,
superiore a quello imputabile ai singoli fattori presenti in forma isolata.
Il valore di questo parametro rappresenta un indice
attendibile della distribuzione del tessuto adiposo in sede viscerale. Si
stima che valori ≥ a 88 cm nella donna e ≥ a 102 cm
nell’uomo siano fortemente associati ad un aumento del rischio di numerose
malattie considerate complicanze metaboliche dell’obesità.