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DIETA IPOCALORICA: UNA QUESTIONE ANCHE MORALE
Prof. Pietro
A. Migliaccio
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da Leadership
Medica ® Mensile
di scienza medica e attualità - Anno XIV - Mensile n. 3/98 Vedi le riflessioni
successive all'articolo originale. |
| Ad una risposta negativa sarebbe opportuno cambiare specialista perché probabilmente tale non è. Molti medici s'improvvisano dietologi, talvolta senza aver neanche sostenuto l'esame di Scienza dell'Alimentazione. D'altro canto la disoccupazione medica, l'ampia possibilità di lavoro nel campo della dietologia e l'apparente facilità del compito inducono molti a percorrere questa strada. Si pone quindi un problema che sarebbe deontologico se riguardasse solo i medici, ma che in realtà diventa un problema etico generale dato il gran numero di persone che se ne interessano anche al di fuori del campo medico. | ![]() |
Se con etica intendiamo quell'insieme di norme del comportamento pubblico e privato che un singolo individuo o un gruppo di persone seguono nell'interesse, nel rispetto e per il benessere del singolo e della società dobbiamo quindi parlare di necessità dell'etica nella dieta: non è morale prescrivere delle diete o consigliare dei regimi alimentari se non si ha la competenza, se non si sono fatti gli studi appropriati, siano essi universitari o parauniversitari quali i corsi per dietisti e le attuali lauree brevi in Scienza dell'Alimentazione. La posizione che qui si sostiene, decisamente rigida, è dovuta all'osservazione quotidiana dei danni che vengono provocati all'organismo ed alla psiche di coloro che seguono diete squilibrate o errate impostazioni dietologiche. Tali regimi sono solitamente nocivi a distanza di tempo, tanto che il soggetto difficilmente riesce a fare il collegamento tra la dieta squilibrata precedentemente seguita e la successiva patologia: ci riferiamo in particolare alle anemie, all'osteoporosi, alla calcolosi della colecisti e renale, alle gastroduodeniti, alle malattie della tiroide e delle altre ghiandole a secrezione endocrina o esocrina. D'altro canto sono visibili, purtroppo, i vantaggi immediati e cioè, nella maggioranza dei casi, il dimagrimento. Tuttavia il risultato è solo temporaneo: il peso viene ripreso rapidamente ed anche con gli interessi, cioè si riacquistano i chili persi ai quali se ne aggiungono altri. Ma allora quale è l'etica della dieta o meglio della dietologia o della dietetica? Per rispondere a questa domanda fondamentale è necessario spiegare alcune cose. Alimentarsi significa far fronte ad un elementare e fondamentale bisogno dell'organismo. Oggi sono conosciute abbastanza bene le necessità del nostro corpo ed il modo di soddisfarne le esigenze.
| Noi mangiamo perché con gli alimenti
introduciamo ciò che ci serve per vivere: energia e principi nutritivi
(nutrienti). L'energia è necessaria per ogni attività del nostro corpo; l'unica forma di energia che la “macchina umana” è capace di utilizzare è quella contenuta negli alimenti. Ogni giorno ne serve una certa quantità che varia da persona a persona, a seconda del sesso, delle dimensioni fisiche, dell'età e dell'attività svolta; l'energia introdotta in eccesso viene trasformata in grasso ed accumulata sotto questa forma dall'organismo. L'unità di misura usata per quantificare l'energia era esclusivamente la Caloria. Attualmente si ritiene più corretto esprimersi anche in joule in quanto si tratta di un lavoro. Per trasformare le Calorie in Kj si moltiplica il valore delle kcal per 4,168. In tutti i lavori scientifici e sulle etichette nutrizionali i valori di energia vengono pertanto espressi in Calorie ed in Joule. |
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ALCUNE DELLE DIETE DIMAGRANTI
SQUILIBRATE
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| I principi
nutritivi sono sostanze chimiche che svolgono compiti specifici nell'organismo,
assicurando l'accrescimento, il funzionamento di tutte le attività corporee
ed il mantenimento della salute.
Essi sono: i carboidrati, le proteine, i grassi, le vitamine, i minerali e l'acqua. Carboidrati, proteine e grassi sono i nutrienti energetici cioè quelli che apportano le Calorie; precisamente 1g di carboidrati fornisce 3,75 kcal, 1g di proteine fornisce 4 kcal 1g di grassi fornisce 9 kcal. Anche le bevande alcoliche apportano energia nella quantità di 7 kcal per g di alcool. Vitamine, sali minerali ed acqua non apportano energia ma sono indispensabili all'organismo. Il fabbisogno complessivo giornaliero d'acqua può valutarsi all'incirca a 1,5 ml/kcal del fabbisogno energetico quotidiano (per esempio 2000 ml – 2 litri – per un soggetto che abbia un fabbisogno calorico di 2000 kcal). |
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Introdotta come bevanda apporta sali minerali
e favorisce i processi digestivi; il suo apporto giornaliero come tale deve
essere di circa 1,5 litri e può variare moltissimo in relazione alle condizioni
ambientali, alle caratteristiche individuali ed al tipo di attività fisica;
a questa quantità bisogna aggiungere quella contenuta negli alimenti e quella
metabolica.
L'acqua è coinvolta in una serie di funzioni: regola la temperatura
corporea ed il volume cellulare, è il solvente di tutte le reazioni metaboliche,
è indispensabile per il trasporto dei nutrienti e per la rimozione delle scorie
metaboliche.
I vari nutrienti si trovano più o meno in tutti gli alimenti,
ma in quantità diversa dall'uno all'altro: nessun alimento li contiene
tutti nella quantità che ci è necessaria, e quindi non esiste l'alimento “completo”
che da solo possa soddisfare tutti i nostri bisogni nutrizionali. D'altro canto
non esiste neanche un alimento “insostituibile” in quanto ognuno
ha certi pregi nutrizionali che però si possono trovare sicuramente anche in
altri alimenti.
Di conseguenza per un'alimentazione adeguata è necessario utilizzare
i diversi cibi che abbiano a disposizione in maniera tale da assicurare ogni
giorno il giusto apporto nutritivo all'organismo. Ma insegnare a gruppi di popolazione
o a singoli individui ad alimentarsi in modo corretto è estremamente complesso.
| Per facilitare questo
compito si era pensato, alcuni decenni fa, di suddividere gli alimenti
in sette gruppi in base alla qualità, all'importanza prevalente del loro
apporto in nutrienti e alla loro interscambiabilità; ogni gruppo era composto
da diversi alimenti con caratteristiche nutrizionali abbastanza simili
e veniva consigliato che cibi di ognuno dei sette gruppi venissero rappresentati
nell'insieme dei vari pasti della giornata. Recentemente, esattamente nel luglio 1997, l'Istituto Nazionale della Nutrizione, in considerazione di nuove ricerche e di studi epidemiologici, ha presentato una nuova suddivisione degli alimenti. Il gruppo 4, che comprendeva i legumi, è stato in parte accorpato al gruppo 1 comprendente carne, pesce ed uova (legumi secchi) ed in parte al gruppo 5 costituito da frutta ed ortaggi (legumi freschi) e sono stati uniti gli alimenti del gruppo 6 e 7. I gruppi di alimenti fondamentali che devono trovare posto ogni giorno sulla tavola sono stati quindi ridotti a cinque. Elenchiamo gli alimenti che li costituiscono in base alle recenti modifiche suggerite dall'Istituto Nazionale della Nutrizione. |
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GRUPPO 1
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GRUPPO 2
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GRUPPO 3
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GRUPPO 4
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GRUPPO 5
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Il gruppo carne, pesce ed uova ha la funzione principale
di fornire proteine di ottima qualità biologica, vitamine del complesso
B ed inoltre oligoelementi (in particolare Zinco, Rame, e Ferro altamente
biodisponibile, ossia facilmente assorbibile e utilizzabile).
Per le uova un consumo accettabile per soggetti sani è quello di un
uovo 2-3 volte alla settimana. In questo gruppo è conveniente, da
un punto di vista nutrizionale, includere i legumi secchi (fagioli,
ceci, piselli, lenticchie, ecc.), ampliando così la possibilità di
scelte e di alternative. Ciò perché anche i legumi forniscono quei
nutrienti che sono caratteristici della carne, del pesce e delle uova,
come Ferro, altri oligoelementi e notevoli quantità di proteine di
buona qualità biologica.
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Il gruppo latte e derivati comprende il latte, lo
yogurt, i latticini ed i formaggi. La funzione principale del gruppo
è quella di fornire calcio, in forma altamente biodisponibile. Gli
alimenti di questo gruppo contengono inoltre proteine di ottima qualità
biologica ed alcune vitamine (soprattutto B2 e A). Nel suo ambito
sono da preferire il latte parzialmente scremato, i latticini e i
formaggi meno grassi.
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Il gruppo cereali e tuberi comprende: pane, pasta,
riso, altri cereali minori quali mais, avena, orzo, farro ed anche
le patate. Questi alimenti costituiscono per l'uomo la più importante
fonte di amido, e quindi di energia facilmente utilizzabile.
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Il gruppo dei grassi da condimento comprende tanto
i grassi di origine vegetale quanto quelli di origine animale. Il
loro consumo dev'essere contenuto, perché costituiscono una fonte
concentrata di energia e perché un loro eccessivo consumo è collegato
a malattie cardiovascolari. Va comunque tenuto presente il loro ruolo
nell'esaltare il sapore dei cibi e nell'apportare gli acidi grassi
essenziali e le vitamine liposolubili, delle quali favoriscono anche
l'assorbimento. Sono da preferire quelli di origine vegetale (in particolare
l'olio extravergine d'oliva) in confronto a quelli di origine animale
(come b urro, panna, lardo, strutto, etc.).
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Il gruppo costituito da frutta ed ortaggi, comprendente
anche i legumi freschi, rappresenta una fonte importantissima di fibra,
di provitamina A, di vitamina C, di altre vitamine e dei più diversi
minerali. Da sottolineare anche la rilevante presenza, in questo gruppo,
di antiossidanti che svolgono una preziosa azione protettiva.
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| Le nuove Linee guida per una sana alimentazione italiana (Edizione 1997) Le sette direttive |
| Controlla il peso e mantieniti attivo
Quantità eccessive di grasso corporeo costituiscono un rischio per la salute, soprattutto per l'insorgenza di alcune malattie, quali la cardiopatia coronarica, il diabete, l'ipertensione, alcuni tipi di cancro, ed altre malattie coronariche. Tanto maggiore è l'eccesso di peso dovuto al grasso, tanto maggiore è il rischio.Il raggiungimento di un peso corporeo corretto va realizzato sia attraverso una vita fisicamente più attiva, sia attraverso il controllo dell'alimentazione. |
| Quanti grassi, quali grassi
L'apporto ottimale di grassi per l'adulto, per assicurare un buon stato di salute, va da un minimo del 15% ad un massimo del 30% delle calorie complessive della dieta. Per i neonati e i bambini piccoli, invece, la quantità di grassi alimentari deve essere più elevata, fino a rappresentare il 40% circa delle calorie totali. La ripartizione consigliata fra i vari tipi di acidi grassi è la seguente:saturi, 7-10% circa delle calorie totali della dieta; monoinsaturi, 10-15%; polinsaturi, 7-10% circa. |
| Più cereali, legumi, ortaggi e frutta
In un'alimentazione equilibrata il 60% circa delle calorie della razione dovrebbe provenire dai carboidrati, i tre quarti dei quali sotto forma chimicamente complessa ed il quarto restante sotto forma di carboidrati semplici. I cereali e derivati, i legumi, gli ortaggi e la frutta rappresentano buone fonti di fibra alimentare. La quantità raccomandata di fibra è di circa 30 grammi/pro die, superiore attualmente a quella che si consuma in Italia. |
| Zuccheri e dolci come e quanti
Gli zuccheri possono essere tranquillamente consumati come fonti di glucosio (e perciò di energia) per l'organismo, nei limiti del 10-15% dell'apporto calorico giornaliero. |
| Il sale? Meglio non eccedere
Gli italiani consumano giornalmente molto più sale (cloruro di sodio) di quello che fisiologicamente è necessario. Esiste un consenso internazionale orientato a suggerire una quantità che non superi i 6 g di sale per giorno, pari a 2,4 g di sodio. |
| Bevande alcoliche: se sì,
con moderazione La dose quotidiana di alcol considerata accettabile corrisponde a circa 0,6 g per chilogrammo di peso corporeo. |
| Come e perché variare
Il modo più semplice e sicuro per garantire, in misura adeguata, l'apporto di tutte le sostanze nutrienti indispensabili, è quello di variare il più possibile le scelte e di combinare opportunamente i diversi alimenti. |
Principali farmaci impiegati
nel trattamento dell'obesità
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