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ORLISTAT ED ALTRI NUOVI FARMACI
Intervista al Prof.
Pietro A. Migliaccio
D) Professor Migliaccio, le ultime notizie sui farmaci
antiobesità hanno creato molte aspettative in chi è sempre in
lotta con la bilancia. Qual è il suo parere in proposito?
R) Il mio parere è questo: si tratta di farmaci, e quindi di prodotti
che presentano controindicazioni ed effetti collaterali. Per nessun motivo,
quindi, possono essere presi alla leggera, prescritti da non specialisti o addirittura
assunti dopo diagnosi approssimative o addirittura sul tipo "fai da te".
E per nessun motivo debbono essere presi in considerazione per risolvere il
problema dei quattro chili in più o del rotolino di grasso che rovina
l'estetica del bikini. Ciò detto, occorre anche dire che l'obesità
è una grave malattia, un problema che ha conseguenze reali sulla salute.
E' compito dello specialista, quindi, valutare il caso, calcolare i diversi
rischi e, se è necessario, intervenire anche farmacologicamente.
D) L'ultima novità, in proposito, è l'Orlistat,
la pillola "antigrasso" presentata recentemente a Parigi. Una vera
novità o l'ennesima illusione?
R) Per dare giudizi definitivi è ancora presto. Si tratta comunque di
un prodotto interessante, che non agisce a livello centrale, cioè sul
cervello, ma interviene direttamente sulle pareti intestinali riducendo l'assorbimento
dei grassi di circa il 30% mediante il blocco parziale dell'enzima lipasi. Non
male, se si pensa all'importanza che i grassi hanno nel processo di ingrassamento.
Inoltre, il fatto che la riduzione dell'assorbimento sia soltanto del 30% ci
mette tranquilli per quanto riguarda l'assorbimento delle vitamine "liposolubili"
(A - D - E - K), quelle cioè che per essere veicolate e quindi assorbite
hanno bisogno dei grassi. Il fenomeno dunque non dovrebbe comportare grossi
danni. Ciò non toglie, tuttavia, che la sua capacità di alterare
i processi di assorbimento va controllata e governata dal nutrizionista, che
dovrà valutare l'appropriato dosaggio del farmaco ed allo stesso tempo
formulare un piano alimentare "complementare", che tenga conto della
ridistribuzione bilanciata dei diversi nutrienti (primi fra tutti gli zuccheri,
il cui assorbimento non viene minimamente influenzato dalla nuova pillola).
D) Abbiamo parlato di farmaci "antiassorbimento".
Ma per dimagrire molti sperano in qualcosa che freni l'appetito, nonché
in qualcos'altro che aiuti a "bruciare" di più. E anche su
questo le promesse sono molte.
R) E vero. Le promesse riguardano soprattutto la Sibutramina, una molecola che
dovrebbe garantire entrambi gli effetti e che dovrebbe essere disponibile in
Italia tra un anno circa. Certo, le aspettative sono molte. Riuscire a mangiare
meno e bruciare di più è il sogno di tutti gli obesi. Ma occorrerà,
come sempre, andare con i piedi di piombo, anche perché questo farmaco
non agirebbe a livello locale, ma andrebbe ad influenzare i meccanismi cerebrali
ed alcuni neurotrasmettitori, rendendo tutto il discorso più complesso
e delicato.
D) Molti pensano che, una volta raggiunto il peso forma
con l'aiuto di qualche farmaco, l'organismo possa "cambiare" ed essere
portato ad ingrassare di meno.
R) Qui tocchiamo il problema del mantenimento, con tutte le difficoltà
che comporta. Chiariamo una cosa, una volta per tutte: pillole o non pillole,
le diete che fanno dimagrire senza mai più riprendere peso non esistono.
Per non ingrassare occorre comunque non mangiare più di quanto si consuma;
è necessario quindi stare sempre attenti a tenere in pareggio le "entrate"
con le "uscite", sulla base della propria costituzione fisica e del
proprio dispendio energetico. Dirò di più: una persona che dimagrisce
passando da un peso di 80 kg ad uno di 65 kg, per mantenere il nuovo peso dovrà
mangiare meno di prima. La ragione è matematica: 100 calorie in più,
tradotte in percentuale, incidono di più su un organismo di 60 kg che
non su uno di 80. Quindi, chi è magro, per mantenere il proprio peso
ha bisogno di meno calorie rispetto a chi è grasso. Ciò detto,
tuttavia, è vero che il dimagrimento può innescare "giri
virtuosi" che aiutano a mantenere il risultato.
D) Cioè?
R) C'è sempre un rapporto stretto tra alimentazione e movimento. Un rapporto
che corrisponde al bilancio fra le entrate e le uscite. Quando, grazie alla
dieta (e magari anche ad un farmaco sicuro prescritto con saggezza e soltanto
dal nutrizionista), si perdono dei chili accade che arrivi anche la voglia di
muoversi di più. Così, più si dimagrisce, più ci
si muove e più ci si muove, più si dimagrisce. Il metabolismo
viene sollecitato sempre di più, e i risultati si ottengono e si conservano
con maggiore facilità. L'organismo è cambiato? Certamente. Ma
è cambiato in funzione di uno stile di vita diverso, non in funzione
della semplice perdita di peso.
BOX SULLE NOVITÀ
ORLISTAT
E' il primo dei nuovi principi attivi antiobesità. Già disponibile
in Germania ed in Svizzera, arriverà in Italia all'inizio del prossimo
anno. Il prodotto non agisce sul sistema nervoso centrale ma localmente, a livello
intestinale, inibendo l'attività della lipasi, uno degli enzimi prodotti
dal pancreas, che consente l'assorbimento dei grassi. La sperimentazione è
stata realizzata su 4000 pazienti, con risultati molto promettenti: 60% di perdita
di peso in più rispetto ai trattamenti esclusivamente dietetici.
SIBUTRAMINA
Già in commercio in USA, si prevede l'arrivo in Italia nel corso del
prossimo anno. Contrariamente alla precedente, questa molecola agisce sul sistema
nervoso centrale liberando alcuni neurotrasmettitori (serotonina, noradrenalina)
regolatori della sazietà e sui meccanismi del metabolismo basale; da
qui, il duplice effetto di frenare l'appetito ed aumentare la capacità
di "bruciare" dell'organismo.
LEPTINA
Proseguono gli studi sulla leptina, la proteina che, insieme ad altre, avrebbe
un ruolo nella regolazione del peso corporeo grazie ad un meccanismo di regolazione
sulla sazietà, sul metabolismo e sull'attività del sistema neurovegetativo.
Tuttavia finora i risultati sono contraddittori e non consentono conclusioni
certe.
PROTEINE DISACCOPPIANTI (UCP)
Trasformano il grasso bianco in grasso bruno che contiene gocce di trigliceridi
(grassi) che bruciano per produrre energia o calore sotto lo stimolo del freddo
e facendo qualsiasi movimento fisico; si impedisce così all'organismo
di creare depositi di grasso e quindi di aumentare di peso.
AGONISTI BETA 3 ADRENERGIGI O ANTI BETA 3
Agiscono sempre sul grasso bruno ma su recettori differenti rispetto a quelli
coinvolti dall'UCP; ne risvegliano artificialmente l'attività promuovendo
la formazione e la dispersione di calore.
L'Orlistat ha forse dato meno risultati di quanto il
pubblico e forse molti addetti ai lavori si aspettassero. Ricordo che questo
farmaco agisce bloccando l'azione degli enzimi della digestione dei lipidi e
pertanto il loro assorbimento. Tuttavia riduce solo del 30% l'assorbimento dei
grassi introdotti con la dieta per cui in una dieta ipolipidica, che contenga
40 g di grassi, il risparmio di energia è di appena 100 calorie. E sulla
base di questi dati non so se il farmaco offra un buon rapporto tra costi e
benefici. L'Orlistat ha l'enorme vantaggio di non avere alcuna azione a livello
del sistema nervoso centrale. Per quanto riguarda i suoi effetti collaterali
si sono frequentemente manifestati: steatorrea (presenza di grasso nelle feci),
flatulenza e scariche diarroiche. A volte ha prodotto anche incontinenza fecale.
Questi effetti collaterali, in particolare, ne impediscono l'uso nella maggior
parte delle categorie professionali. Non può inoltre essere utilizzato
dai pazienti affetti da disturbi gastrointestinali.
La sibutramina è un farmaco che agisce sul sistema nervoso centrale a
livello dell'ipotalamo dove si trova il centro che regola il comportamento alimentare.
Esalta il senso della sazietà e a livello periferico aumenta, anche se
in modo lieve, il dispendio energetico per incremento della termogenesi. Il
suo utilizzo nei pazienti in dietoterapia con BMI superiore di 30, ha prodotto
buoni risultati. Tuttavia si è visto che in alcuni pazienti la sibutramina
determina un aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, condizione
che impedisce di proseguire il trattamento farmacologico. I valori della frequenza
cardiaca ed i parametri pressori rientrano nella norma con la sospensione del
farmaco. La sibutramina è controindicata nei soggetti cardiopatici, ipertesi
e in pazienti che utilizzano antidepressivi che agiscono sulla serotonina.
La leptina, le proteine disaccoppianti (UCP) e gli agonisti beta 3 adrenergici
o anti beta 3 sono ancora oggi in fase di sperimentazione.
30 marzo 2005