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ALIMENTAZIONE CORRETTA: DAI LARN AI GRUPPI
Prof. Pietro A. Migliaccio
e Silvana Nascimben
Lo sviluppo post-bellico, l'industrializzazione
anche in agricoltura, le metodiche di conservazione tecnologicamente sempre
più avanzate e perfette, pur sempre nel rispetto delle caratteristiche
nutrizionali ed organolettiche dei prodotti, hanno permesso una grande disponibilità
di alimenti nel Mondo Occidentale e in molti altri paesi del mondo, come mai
era accaduto nella storia dell'uomo per un numero così ampio di persone
e per un periodo di tempo così lungo.
Lo stesso sviluppo tecnologico, in tutti i campi delle attività umane,
ha d'altro canto ridotto il dispendio energetico che potrebbe essere considerato
molto vicino allo zero se non ci fosse l'obbligatorietà di alcuni movimenti
della vita quotidiana quali il mangiare, il lavarsi, etc..
Pertanto la maggiore disponibilità di alimenti, la facilità
di assimilazione degli stessi per i procedimenti tecnologici di raffinazione
con conseguente diminuzione della fibra alimentare ed un contemporaneo minore
dispendio energetico, hanno fatalmente portato ad un aumento di peso in tutte
le popolazioni interessate a questi fenomeni.
In un primo tempo una tale situazione ha sicuramente
portato dei benefici favorendo la scomparsa delle malattie legate alla malnutrizione
per difetto e portando ad un miglioramento delle condizioni di salute in generale
e nutrizionali in particolare; si è così successivamente avuto,
per esempio, un miglioramento dell'accrescimento nei soggetti in età
evolutiva con la realizzazione del potenziale genetico staturale e conseguente
aumento della statura media delle popolazioni.
Ma si è anche avuto un incremento ponderale generale della popolazione
ed una costante crescita delle percentuali di soggetti in sovrappeso ed obesi
cioè con valori di BMI (Body Mass Index) o IMC (Indice di Massa Corporea)
maggiore di 30.
L’IMC si ottiene dividendo il peso (espresso in Kg)
per il quadrato della statura (espressa in metri). I valori soglia dell’IMC
consigliati dall’OMS per definire la condizione di sottopeso, normopeso, sovrappeso
ed obesità dell’adulto, unificati per uomini e donne, sono i seguenti:
| < 18,5 | sottopeso |
| 18,5 - 25 | normopeso |
| 25 - 30 | sovrappeso |
| > 30 | obesità |
Questo ha comportato un aumento delle patologie
collegate all'obesità, in particolare delle malattie cardiovascolari
e metaboliche con incrementi notevoli della mortalità per queste cause;
da non trascurare inoltre, le alterazioni dell'apparato gastroenterico ed
osteoarticolare e la possibile correlazione tra eccesso ponderale, diete squilibrate
ed alcuni tipi di tumore.
Si è avuta, ovviamente, anche una crescita dei costi sociali per l'aumento
della spesa sanitaria, per i giorni di malattia e di assenza più o
meno lunga dal lavoro, con ricadute economiche negative in particolare per
le famiglie delle classi meno abbienti. Le comunità mediche di tutti
i paesi si sono pertanto attivate per prevenire e curare le varie patologie
collegate alla malnutrizione per eccesso, ed anche per difetto, sia a livello
di gruppi di popolazioni sia delle singole persone.
Le istituzioni preposte alla stato di salute
sono così impegnate, ormai da diversi decenni, per diffondere le norme
di una corretta alimentazione allo scopo di migliorare lo stato nutrizionale
della popolazione e per arginare il fenomeno sovrappeso-obesità e le
patologie collegate.
Sono così nate le RDA (Recommended Dietary Allowances)) per gli Stati
Uniti ed i LARN (Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti) per l'Italia
(ultima revisione 1997) e per brevità non citiamo quelle delle altre
nazioni.
Successivamente sono state elaborate le linee guida per una corretta alimentazione,
anche queste diverse per ogni nazione in relazione alle varie situazioni e
alle particolari necessità.
Ma prima di illustrare le nostre linee guida e la suddivisione in gruppi,
strategia scelta in Italia per l'educazione alimentare, cerchiamo di chiarire
cosa intendiamo per dieta corretta e quali sono le basi affinchè essa
possa essere formulata.
Con gli alimenti noi introduciamo ciò che ci serve per vivere: energia
e principi nutritivi (nutrienti).
L'energia è necessaria per ogni attività del nostro corpo; l'unica
forma di energia che la "macchina umana" è capace di utilizzare
è quella contenuta negli alimenti. Ogni giorno ne serve una certa quantità
che varia da persona a persona, a seconda del sesso, delle dimensioni fisiche,
dell'età e dell'attività svolta; l'energia in eccesso, comunque
introdotta, viene trasformata in grasso ed accumulata sotto questa forma dall'organismo.
L'unità di misura usata per quantificare
l'energia era fino a poco tempo fa esclusivamente la Caloria. Recentemente,
trattandosi di un lavoro, si è trovato più corretto esprimersi
anche in Joule. Per trasformare le Calorie in KJ si moltiplica il valore delle
kcal per 4,184.
I principi nutritivi sono sostanze chimiche che svolgono compiti specifici
nell'organismo, assicurando l'accrescimento, il funzionamento di tutte le
attività corporee ed il mantenimento della salute. Essi sono: i carboidrati,
le proteine, i grassi, le vitamine, i minerali e l'acqua.
Carboidrati, proteine e grassi sono i nutrienti energetici cioè quelli
che apportano le Calorie; precisamente 1 g di carboidrati fornisce 3,75 kcal,
1 g di proteine 4 kcal e 1 g di grassi 9 kcal. Anche l'alcol apporta energia
nella quantità di 7 kcal per g.
Vitamine, sali minerali ed acqua non apportano energia ma sono indispensabili
all'organismo. Per quanto riguarda l'acqua, il suo fabbisogno complessivo
giornaliero, può valutarsi all'incirca in 1 ml/kcal del fabbisogno
energetico quotidiano (per esempio 2000 ml - 2 litri - per un soggetto che
abbia un fabbisogno calorico di 2000 kcal). Tuttavia, in considerazione della
forte variabilità legata all'attività fisica, alla sudorazione,
al carico di soluti ed alle condizioni ambientali, si può aumentare
la raccomandazione a 1,5 ml/kcal. Introdotta come bevanda apporta sali minerali
e favorisce i processi digestivi; il suo apporto giornaliero come tale deve
essere di circa 1,5 litri; a questa quantità bisogna aggiungere quella
contenuta negli alimenti e quella metabolica.
I vari nutrienti si trovano più
o meno in tutti gli alimenti, ma in quantità diversa dall'uno all'altro:
nessun alimento li contiene tutti nella quantità che ci è necessaria,
e quindi non esiste l'alimento "completo" che da solo possa soddisfare
tutti i nostri bisogni nutrizionali.
D'altro canto non esiste neanche un alimenti "insostituibile" in
quanto ognuno ha certi pregi nutrizionali che però si possono trovare
tranquillamente in altri alimenti. Di conseguenza per alimentarci in maniera
adeguata dobbiamo imparare ad utilizzare i diversi cibi che abbiamo a disposizione
in maniera tale da assicurare ogni giorno il giusto apporto nutritivo al nostro
organismo.
In una dieta equilibrata le proporzioni ottimali tra i nutrienti sono le seguenti:
il 55/65% delle calorie totali della dieta debbono provenire dai glucidi,
meno del 30% dai lipidi, la rimanente quota dalle proteine.
Per aiutare tuttavia la popolazione a seguire e realizzare una alimentazione
quanto più possibile vicina ai principii sopra esposti e per facilitare
le scelte dei consumatori, senza fare calcoli, sono nate nel 1997 come prima
si è detto, le Linee guida con sette direttive che ora sono diventate
dieci (vedi Tabella 1) e la suddivisione degli alimenti in cinque gruppi (vedi
avanti Tabella 2).
Tabella 1.
| Edizione 1997 n. 7 direttive | Edizione 2003 n. 10 direttive |
| Controlla il peso e mantieniti attivo | Controlla il peso e mantieniti sempre attivo |
| Quanti grassi, quali grassi | Grassi: scegli la qualità e limita la quantità |
| Più cereali, legumi, ortaggi e frutta | Più cereali, legumi, ortaggi e frutta |
| Zuccheri e dolci: come e quanti | Zuccheri e dolci, bevande zuccherate: nei giusti limiti |
| Il sale? meglio non eccedere | Il sale? meglio poco |
| Bevande alcoliche: se sì con moderazione | Bevande alcoliche: se sì, solo in quantità controllata |
| Come e perché variare | Varia spesso le tue scelte a tavola |
| Bevi ogni giorno acqua in abbondanza | |
| Consigli speciali per persone speciali | |
| La sicurezza dei cibi dipende anche da te |
Ebbene, se noi seguiremo le linee guida
e faremo anche in modo che ogni giorno sia presente sulla nostra tavola, ovvero
se consumiamo alimenti dei 5 gruppi, possibilmente variando le scelte anche
nell'ambito dello stesso gruppo, riusciremo a realizzare una dieta corretta
nel rispetto dei rapporti tra i vari nutrienti energetici ed avendo anche
il giusto apporto di vitamine e sali minerali; non sarà così
necessario conoscere la composizione degli alimenti nei loro dettagli ed eviteremo
di fare calcoli complicati.
Ma se questo può essere sufficiente da un punto di vista qualitativo
non lo è da un punto di vista quantitativo. Infatti, malgrado le campagne
di educazione alimentare e la diffusione dei principi di una corretta alimentazione,
in questi ultimi decenni è aumentata e continua ad aumentare l'obesità,
la malnutrizione per eccesso ed anche, per alcuni nutrienti, la malnutrizione
per difetto. Evidentemente le porzioni che si consumano sono in eccesso rispetto
al dispendio energetico e ai fabbisogni complessivi di ogni singolo individuo
ed è pertanto necessario controllare anche le quantità degli
alimenti che introduciamo.
In una prossima pubblicazione ci occuperemo pertanto delle diete dimagranti
con un esame critico di quelle squilibrate e proporremo degli schemi di diete
normocaloriche ed ipocaloriche che rispettino la giusta distribuzione dei
pasti nella giornata ed il corretto apporto dei vari nutrienti.
DIETA E DINTORNI
1) Controlla il peso e mantieniti
attivo:
Quantità eccessive di grasso corporeo costituiscono un rischio per
la salute, soprattutto per l'insorgenza di alcune malattie, quali la cardiopatia
coronarica, il diabete, l'ipertensione, alcuni tipi di cancro, ed altre malattie
croniche. Tanto maggiore è l'eccesso di peso dovuto al grasso, tanto
maggiore è il rischio. Il raggiungimento di un peso corporeo corretto
va realizzato sia attraverso una vita fisicamente più attiva (aumento
del dispendio energetico), sia attraverso il controllo dell'alimentazione
(adeguato apporto di energia rispetto alle necessità individuali).
Il controllo del peso corporeo va effettuato fin dall'infanzia perché
un bambino obeso ha alte probabilità di diventare un adulto obeso.
Altrettanto grave è la magrezza che si sta diffondendo soprattutto
nei soggetti giovani ed adolescenti come moderno modello estetico proposto
dai mass media. Anch'essa va prevenuta e combattuta per scongiurare i gravi
danni che può provocare: compromissione delle funzioni metaboliche
ed endocrine, diminuzione alla resistenza delle malattie infettive, riduzione
della robustezza delle ossa, sofferenza delle facoltà mentali.
Come comportarsi:
2) Quanti grassi, quali
grassi
In una corretta alimentazione è necessario introdurre una giusta quantità
di grassi che oltre a fornire energia in maniera concentrata (9 Kcal per grammo),
apportano acidi grassi essenziali (acido linoleico e acido linolenico) e vitamine
A, D ed E. L'apporto ottimale per l'adulto va da un minimo del 15% ad un massimo
del 30% delle calorie totali della dieta. Per i neonati e i bambini piccoli,
invece, la quantità di grassi alimentari deve essere più elevata,
fino a rappresentare il 40% circa delle calorie totali. La ripartizione consigliata
fra i vari tipi di acidi grassi è la seguente: saturi 7-10% delle calorie
totali; monoinsaturi 10-15% circa; polinsaturi 7-10%.
Come comportarsi:
3) Più
cereali, legumi , ortaggi e frutta
Questi alimenti sono importanti perché apportano carboidrati (soprattutto
amido e fibra), vitamine e sali minerali. Inoltre i cereali e legumi (ad es.
pasta e fagioli o pasta e ceci) danno origine ad una miscela proteica di valore
biologico paragonabile a quello delle proteine animali.
I cereali e derivati, i legumi, gli ortaggi e la frutta rappresentano inoltre
buone fonti di fibra alimentare che non ha valore nutritivo ma è importante
per la regolazione di diverse funzioni fisiologiche dell'organismo.
Come comportarsi:
4) Zuccheri e dolci: come e quanti
Gli zuccheri possono essere tranquillamente consumati come fonti di glucidi
( e perciò di energia) per l'organismo, nei limiti del 10-15% dell'apporto
calorico giornaliero. Il loro uso va attentamente controllato nel quadro della
dieta complessiva giornaliera.
Come comportarsi:
5) Il sale? Meglio non eccedere
Gli Italiani consumano giornalmente molto più sale (cloruro di sodio)
di quello che fisiologicamente è necessario.
Un eccessivo consumo potrebbe favorire l'instaurarsi dell'ipertensione (fattore
di rischio per le malattie cardiocircolatorie), soprattutto nelle persone
predisposte. Nelle popolazioni in cui non si supera i tre grammi di sale al
giorno l'ipertensione è rara.
Come comportarsi:
6) Bevande alcoliche: se sì,
con moderazione
La dose quotidiana di alcol considerata accettabile corrisponde a circa 0,6g
per chilogrammo di peso corporeo.
L'abuso di alcol è molto pericoloso.
Come comportarsi:
7) Come e perché variare
Per garantire in misura adeguata l'apporto di tutte le sostanze nutrienti
necessari all'organismo è indispensabile variare il più possibile
le scelte e di combinare opportunamente i diversi alimenti. Variare significa
combattere la monotonia dei sapori e soprattutto evitare squilibri nutrizionali.
Come comportarsi:
Tabella 2
Gruppo 1
Il gruppo carne, pece e uova ha la funzione di fornire proteine di elevato
valore biologico, vitamine del gruppo B, oligoelementi (in particolare zinco,
rame e ferro altamente biodisponibile, ossia facilmente assorbibile ed utlizzabile).
Nell'ambito del gruppo sono da preferire le carni magre (siano esse bovine,
avicole, suine, ecc.) ed il pesce. Va invece moderato il consumo di insaccati.
Per le uova un consumo accettabile per soggetti sani è quello di un
uovo 2-3- volte alla settimana.
Nell'ambito di questo gruppo è conveniente - da un punto di vista nutrizionale
- includere i legumi secchi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie ecc.), ampliando
così la possibilità di scelte e di alternative. Ciò perché
anche i legumi forniscono quei nutrienti che sono caratteristici delle carni,
del pesce e delle uova, come ferro, altri oligoelementi e notevoli proteine
di buona qualità biologica.
Gruppo 2
Il gruppo latte e derivati comprende il latte, lo yogurt, i latticini ed i
formaggi. La funzione principale del gruppo è quella di fornire calcio,
in forma altamente biodisponibile. Gli alimenti di questo gruppo forniscono
inoltre proteine di ottima qualità biologica ed alcune vitamine (soprattutto
B2 e A). Nell'ambito del gruppo sono da preferire il latte parzialmente scremato
e i formaggi meno grassi.
Gruppo 3
Il gruppo cereali e tuberi comprende: pane, pasta, riso, altri cereali minori
quali mais, avena, orzo, farro e patate. Questi alimenti costituiscono la
più importante fonte di amido, e quindi di energia facilmente utilizzabile.
I cerali e derivati, in particolare, apportano vitamine del complesso B, proteine
che, pur non essendo di buon valore biologico, possono, se unite a quelle
dei legumi, dare origine ad una miscela proteica paragonabile a quello delle
proteine animali.
Sono da preferire i prodotti meno raffinati, in quanto più ricchi di
fibra.
Gruppo 4
Il gruppo dei grassi da condimento comprende sia i grassi di origine animale
sia i grassi di origine vegetale. Il loro consumo deve essere deve essere
contenuto sia per l'elevato apporto calorico sia perché il loro eccesso
è collegato a patologie cardiovascolari. Va comunque tenuto presente
il loro ruolo nell'esaltare il sapore dei cibi dei cibi e nell'apportare gli
acidi grassi essenziali e le vitamine liposolubili, delle quali favoriscono
anche l'assorbimento.
Gruppo 5
Il gruppo costituito da frutta, ortaggi e legumi freschi rappresenta una fonte
importantissima di fibra, provitamina A (presente soprattutto in carote, peperoni,
pomodori, albicocche, melone ecc.). di vitamina C (presente soprattutto in
agrumi, fragole, kiwi, pomodori, peperoni ecc.), di altre vitamine, di vari
minerali (di particolare importanza il potassio). Da rilevare anche la presenza
degli antiossidanti, per la loro preziosa azione protettiva.